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WhatsApp falso made in Italy: Asigint spiava 200 utenti, Meta passa alle vie legali

Una versione falsa di WhatsApp è circolata in internet, riuscendo ad attirare tramite tecniche di social engineering circa duecento utenti per lo più in Italia. Meta ha annunciato l'invio di una diffida formale ad Asigint, società italiana produttrice di spyware del gruppo Sio Spa (Cantù) e ha prontamente disconnesso e avvisato tutti gli utenti coinvolti, precisando che non si è trattato di una vulnerabilità della piattaforma.

Con l'occasione, l'azienda americana ha ribadito il proprio impegno contro le aziende che sviluppano spyware, di cui l'Italia sembra essere una delle maggiori produttrici mondiali: già nel febbraio 2025 TechCrunch aveva rivelato l'esistenza dello spyware Android Spyrtacus, sviluppato da Sio/Asigint per clienti governativi; Hacking Team (fondata nel 2003) è stata la pioniera del settore, ed è tornata recentemente alla ribalta con uno spyware chiamato "Dante" usato in operazioni di cyberspionaggio in Russia; Cy4Gate (fondata nel 2014) ha creato nel 2021 una versione contraffatta di WhatsApp collegata al suo spyware Epeius, progettato per l'intercettazione diretta sui dispositivi; Negg (fondata nel 2013 a Roma) è stata collegata nel 2018 allo spyware Android Skygofree, capace di registrare audio ambientale, sottrarre messaggi WhatsApp e controllare le reti Wi-Fi dei dispositivi infetti.

Il sistema di intercettazioni giudiziarie italiano è tra i più estesi d'Europa, e il confine tra strumento legittimo di indagine e abuso dipende interamente dalla solidità dei controlli giurisdizionali. È urgente che il Parlamento italiano apra un confronto serio su chi può sviluppare spyware, a quali condizioni e con quale accountability pubblica.