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30.1.2026

Davos 2026: l’Intelligenza Artificiale al centro del dibattito globale

Il World Economic Forum di Davos 2026 si è appena concluso e, come avevamo già anticipato, la protagonista indiscussa delle varie sessioni è stata sicuramente l'Intelligenza Artificiale, una tecnologia ormai di uso comune e destinata a entrare anche nei processi produttivi, con costi enormi e ritorni ancora incerti. La vera sfida per le aziende sarà riuscire a integrare l'AI nella produzione del business senza perdere forza lavoro: le prime mansioni a rischio sono quelle cognitive standardizzate e di entry-level (programmazione, analisi dati, customer service sono già profondamente impatttati).

Alex Karp, CEO di Palantir, sostiene che l’AI deve essere integrata attraverso un livello software capace di orchestrare i dati in base alle specificità operative di ciascuna organizzazione. A suo avviso, non assisteremo a licenziamenti di massa e cali catastrofoci del personale umano, ma crescerà la domanda di profili tecnici e operativi, spesso provenienti da percorsi non accademici tradizionali.

Satya Nadella, CEO di Microsoft, ha sottolineato che senza risultati concreti in ambiti come sanità, istruzione, pubblica amministrazione e competitività delle imprese, saremo meno legittimati a utilizzare l'IA che quindi perderà il suo valore. Dominare l’AI significa controllare il modo in cui il sapere aziendale viene trasformato in decisioni, prodotti e servizi.

Quello che è emerso dunque è che l’AI è orami qualcosa di inevitabile, ma il contesto globale – tra tensioni geopolitiche, ritorno dei dazi e incertezza economica – rende tutto più difficile.