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30.1.2026

AGCOM sanziona Cloudfare e ridefinisce la responsabilità dei fornitori tecnologici

Cloudflare, gigante globale dei servizi di sicurezza di internet, è stata sanzionata da AGCOM per non aver collaborato adeguatamente nella rimozione o nel blocco di contenuti illeciti (siti pirata legati alle partite di calcio) che transitavano attraverso i suoi servizi tecnici (proxy, DNS, protezione anti-DDoS). In poche parole, l’autorità italiana contesta a Cloudflare di non aver adottato tempestivamente misure sufficienti a impedire  le violazioni dei diritti d’autore su eventi sportivi in diretta.

La sanzione di 17 milioni di euro (pari all'1% del fatturato globale) si inserisce in un contesto senza precedenti, diventando un esempio di come anche le infrastrutture della rete diventano responsabili di fronte alla legge (il Piracy Shield, nella fattispecie) delle attività illegali compiute da chi utilizza i servizi web per scopi illeciti, a meno che non dimostrano di aver fatto tutto il possibile per impedire il verificarsi dell'evento. Cloudflare, dal canto suo, si è sempre definita un intermediario neutrale che non crea né controlla i contenuti, mentre AGCOM sostiene che chi ha il potere tecnico di intervenire e non lo fa risulta complice del reato (di pirateria, in questo caso).  

Cloudflare replica parlando di censura e libertà di parola e minaccia di lasciare l’Italia e mandare a monte i contratti per la distribuzione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina se AGCOM non fa marcia indietro. Un ipotesi che non scalfigge AGCOM che sa che chiudere il mercato europeo è impossibile e costoso e in ogni caso, il suo posto verrebbe preso da un altro big player (es. Akamai o Telecom Italia).